La vitamina K2 è un micronutriente importante per il mantenimento della salute dell’organismo, in particolare per quanto riguarda il metabolismo del calcio, la salute delle ossa e il benessere cardiovascolare. Appartenente alla famiglia delle vitamine K, questa forma specifica svolge funzioni diverse rispetto alla più nota vitamina K1 e agisce in sinergia con altri nutrienti, tra cui la vitamina D3.
La vitamina K2 contribuisce a indirizzare correttamente il calcio nell’organismo, favorendone il deposito nelle ossa e limitandone l’accumulo nei tessuti molli. Tuttavia, l’apporto attraverso l’alimentazione non sempre è sufficiente, soprattutto in presenza di diete poco varie o di particolari esigenze fisiologiche.
In questo articolo vedremo che cos’è la vitamina K2, a cosa serve, quali sono i suoi principali benefici, in quali alimenti si trova e quando può essere utile integrarla. Approfondiremo inoltre il rapporto tra vitamina K2 e vitamina D3, le situazioni in cui il fabbisogno può aumentare e il ruolo degli integratori come quelli sviluppati da Metagenics, pensati per supportare in modo mirato il benessere quotidiano.
Cos’è la vitamina K2
La vitamina K2, nota anche come menachinone, è una delle forme della vitamina K, un gruppo di vitamine liposolubili fondamentali per diversi processi fisiologici dell’organismo. A differenza della vitamina K1 (fillochinone), che si trova principalmente negli alimenti di origine vegetale ed è coinvolta soprattutto nella coagulazione del sangue, la vitamina K2 svolge un ruolo più specifico nella regolazione del metabolismo del calcio.
Questa vitamina contribuisce infatti ad attivare alcune proteine che regolano la distribuzione del calcio nell’organismo, favorendone il deposito in ossa e denti e limitandone l’accumulo in tessuti non appropriati, come le pareti dei vasi sanguigni. Per questo motivo è spesso associata al mantenimento della salute ossea e cardiovascolare.
La vitamina K2 non è una singola molecola, ma comprende diverse forme chiamate menachinoni, indicate con la sigla MK-n (come MK-4, MK-7 e altre), che si differenziano per struttura e durata di permanenza nell’organismo. Tra queste, MK-7 è una delle forme più utilizzate negli integratori alimentari grazie alla sua elevata biodisponibilità e alla maggiore stabilità nel tempo. La MK-7 ha inoltre una vasta letteratura scientifica a supporto del profilo di sicurezza ed efficacia.
Differenze tra vitamine K1, K2 e K3
Le vitamine del gruppo K comprendono diverse forme che, pur condividendo alcune funzioni di base, presentano origine, caratteristiche e ruoli fisiologici differenti. Le tre principali sono la vitamina K1, la vitamina K2 e la vitamina K3.
In particolare, si distinguono per provenienza, modalità di utilizzo nell’organismo e applicazioni nutrizionali:
- Vitamina K1 (fillochinone). È la forma più diffusa nella dieta e si trova soprattutto negli alimenti di origine vegetale, in particolare nelle verdure a foglia verde come spinaci, cavoli e lattuga. La sua funzione principale riguarda la modulazione del processo di coagulazione del sangue, contribuendo alla sintesi di proteine coinvolte nella normale emostasi
- Vitamina K2 (menachinone). È presente in alcuni alimenti fermentati e di origine animale ed è prodotta in piccola parte anche dalla flora batterica intestinale. A differenza della K1, è maggiormente coinvolta nel metabolismo del calcio, contribuendo alla salute di ossa e sistema cardiovascolare. Comprende diverse forme (come MK-4 e MK-7), che si differenziano per struttura e biodisponibilità
- Vitamina K3 (menadione). È una forma di sintesi, utilizzata principalmente in ambito veterinario e non impiegata negli integratori alimentari destinati all’uomo. A differenza delle forme naturali, può presentare potenziali effetti indesiderati se assunta in quantità elevate.
Comprendere queste differenze è utile per capire perché, quando si parla di integrazione nutrizionale e supporto alla salute delle ossa e del metabolismo del calcio, l’attenzione si concentri soprattutto sulla vitamina K2.
A cosa serve la vitamina K2

La vitamina K2 apporta numerosi benefici all’organismo grazie al suo ruolo chiave nel metabolismo del calcio e nell’attivazione di proteine specifiche. Il suo contributo riguarda soprattutto la salute ossea, del sistema cardiovascolare e il benessere generale, con effetti che si estendono anche ad altri processi metabolici.
I principali benefici della vitamina K2 sono:
- Supporto alla salute delle ossa. Attivando proteine come l’osteocalcina, la vitamina K2 favorisce il deposito di calcio nelle ossa e nei denti, contribuendo a mantenerli forti e resilienti
- Supporto alla normale coagulazione del sangue. La vitamina K contribuisce al fisiologico processo di coagulazione, aiutando a mantenere il naturale equilibrio dell’organismo
- Sinergia con la vitamina D3. Agendo insieme alla vitamina D3, la K2 ottimizza l’utilizzo del calcio, migliorandone l’assorbimento intestinale e la distribuzione nei tessuti appropriati
Questi effetti rendono la vitamina K2 un nutriente fondamentale per chi desidera mantenere ossa e denti forti, supportare la funzione cardiovascolare, favorire un metabolismo equilibrato e sostenere il benessere generale, soprattutto in condizioni di fabbisogno aumentato o diete carenti.
Dove si trova la vitamina K2

La vitamina K2 è presente soprattutto negli alimenti di origine animale e in alimenti fermentati. La sua concentrazione varia a seconda del tipo di cibo e del metodo di produzione/fermentazione.
- Alimenti ricchi di vitamina K2 (menachinoni es. MK-4, MK-7):
- Formaggi stagionati e fermentati: Gouda, Edam, Emmental, Cheddar, Parmigiano, pecorino
- Natto: soia fermentata tipica della cucina giapponese, molto ricca di MK-7
- Uova e tuorli: soprattutto da galline allevate a terra o a pascolo. Il contenuto di vitamina K2 nelle uova varia molto in base all’alimentazione delle galline: uova provenienti da galline allevate a terra o a pascolo contengono quantità significativamente maggiori di K2 grazie all’accesso a erba, insetti e semi naturali, rispetto a uova di allevamento intensivo
- Carni e fegato: fegato bovino, pollo, tacchino, maiale
- Burro e latticini fermentati: yogurt, kefir, panna fermentata
- Altri prodotti fermentati: miso, tempeh (legumi fermentati), alcuni salumi artigianali
- Oli animali: olio di fegato di merluzzo
La vitamina K2, soprattutto nella forma MK-7, è molto ben assorbita e rimane più a lungo nel circolo sanguigno rispetto alla K1, permettendo un effetto più duraturo sul metabolismo del calcio e la salute ossea e cardiovascolare.
Alimenti ricchi di vitamina K1 (fillochinone):
- Verdure a foglia verde: spinaci, cavolo riccio (kale), lattuga, bietole, cavolini di Bruxelles, broccoli
- Altri vegetali verdi: asparagi, prezzemolo, rucola, cavolo verza, cime di rapa
- Oli vegetali: olio di soia, olio di colza, olio di mais
- Frutta: kiwi, avocado (in quantità minore)
- Erbe aromatiche fresche: basilico, coriandolo, timo, rosmarino
La vitamina K1 viene assorbita in parte dall’intestino ed è più efficace se assunta insieme a grassi alimentari. La cottura può ridurne leggermente il contenuto, ma verdure crude o cotte al vapore mantengono la maggior parte del nutriente.
Nella tabella seguente sono riportati i principali alimenti con maggior concentrazione dei vari tipi di vitamina K:
| Tipo di vitamina | Alimenti principali | Forma predominante | Biodisponibilità |
| K1 | Spinaci, cavolo riccio, lattuga, bietole, broccoli, cavolini di Bruxelles, asparagi, prezzemolo, olio di soia, olio di colza, olio di mais | Fillochinone | Assorbita meglio se assunta con grassi; parzialmente persa con cottura prolungata |
| K2 | Formaggi stagionati (gouda, edam, emmental, cheddar, parmigiano), natto, uova, fegato (bovino, pollo, tacchino), burro, yogurt, kefir, tempeh, miso, olio di fegato di merluzzo | Menachinoni (MK-4, MK-7) | Molto ben assorbita, MK-7 rimane più a lungo nel sangue |
| K3 | Non presente negli alimenti naturali | Menadione (sintetica) | Tossica in dosi elevate; non raccomandata per uso umano |
Fabbisogno giornaliero di vitamina K2
La quantità di vitamina K2 necessaria ogni giorno varia in base all’età, al sesso e allo stato fisiologico, in particolare durante la gravidanza e l’allattamento. Anche se le linee guida ufficiali spesso indicano il fabbisogno totale di vitamina K (K1 + K2), gli esperti nutrizionisti sottolineano l’importanza di garantire un adeguato apporto di K2, soprattutto per la salute delle ossa e del sistema cardiovascolare.
Di seguito sono riportati i livelli di assunzione adeguata giornaliera di vitamina K2 per fascia d’età, individuati dalla Società Italiana Nutrizione Umana (SINU):
| Fascia d’età | Livelli di assunzione adeguata A.I. (µg) |
| Neonati 0-6 mesi | 50 |
| Bambini 7-12 mesi | 50 |
| Bambini 1-3 anni | 50 |
| Bambini 4-8 anni | 65 |
| Bambini 9-13 anni | 90-130 |
| Adolescenti 14-18 anni | 140 |
| Adulti | 140-170 |
| Donne in gravidanza | 140 |
| Donne in allattamento | 140 |
La vitamina K2 viene indicata in microgrammi (µg) e non in milligrammi (mg) perché le quantità necessarie all’organismo sono molto piccole: bastano poche decine o centinaia di microgrammi al giorno per svolgere le sue funzioni biologiche.
Inoltre, essendo una vitamina liposolubile, la K2 viene accumulata parzialmente nei tessuti e assunta in piccole quantità regolari è sufficiente a garantire i suoi effetti su ossa e cuore.
Quando assumere la vitamina K2

L’integrazione di vitamina K2 può essere suggerita in particolar modo quando l’apporto alimentare non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero oppure in presenza di particolari condizioni fisiologiche o di salute. In generale, può essere utile assumere vitamina K2 nei seguenti casi:
- Diete povere di alimenti ricchi di K2. Chi segue un’alimentazione vegana o vegetariana oppure chi consuma pochi latticini fermentati, formaggi stagionati, uova o prodotti fermentati può non raggiungere le quantità necessarie
- Persone con aumentato fabbisogno di calcio o rischio di osteopenia/osteoporosi. La K2 aiuta a indirizzare il calcio nelle ossa e a mantenerle forti, riducendo il rischio di fragilità ossea
- Sinergia con la vitamina D3. Quando si assume vitamina D3, la K2 è consigliata per ottimizzare l’utilizzo del calcio e favorire la distribuzione corretta nei tessuti
- Età avanzata o condizioni di salute particolari. In caso di età avanzata, menopausa o altre condizioni che aumentano il fabbisogno di calcio e nutrienti, un’integrazione può risultare utile
Gli integratori di vitamina K2 sono liposolubili, quindi è consigliabile assumerli durante i pasti principali, preferibilmente insieme a una fonte di grassi, per migliorarne l’assorbimento.
Per chi desidera un supporto mirato e di alta qualità, prodotti come quelli sviluppati da Metagenics offrono vitamina K2 in forme attive e facilmente assimilabili, pensate per favorire il benessere osseo e cardiovascolare.
Chi non può prendere la vitamina K2
Sebbene la vitamina K2 sia generalmente sicura, ci sono alcune situazioni in cui è preferibile che l’integrazione sia fatta con la supervisione di un professionista della salute:
- Persone in trattamento con antitrombotici orali (e in genere farmaci che modulano la coagulazione del sangue). La vitamina K2 può interferire, seppure con scarsa probabilità, con l’azione di questi medicinali, alterando l’efficacia e aumentando il rischio di squilibri nella coagulazione
- Allergie o intolleranze note agli ingredienti dell’integratore. È importante leggere sempre l’etichetta e verificare una possibile controindicazione dovuta alla presenza di eccipienti o derivati alimentari che possono causare reazioni.
- Bambini molto piccoli o neonati. Nei bambini molto piccoli e nei neonati l’integrazione della vitamina K deve essere indicata dal pediatra.
Sintomi e conseguenze della carenza di vitamina K2

La carenza di vitamina K2 può verificarsi quando l’apporto alimentare è insufficiente o quando l’assorbimento è compromesso. Sebbene rara nelle persone sane con una dieta equilibrata, può manifestarsi in alcuni gruppi a rischio, come persone con problemi gastrointestinali, anziani o chi assume farmaci che interferiscono con la vitamina K.
Cause principali di carenza:
- Diete povere di alimenti ricchi di K2, come latticini e prodotti fermentati, formaggi stagionati e uova
- Disturbi gastrointestinali o malassorbimento, come celiachia, morbo di Crohn o insufficienza pancreatica
- Uso prolungato di antibiotici che alterano la flora intestinale, responsabile della produzione parziale di K2
- Assunzione di farmaci anticoagulanti che modulano la coagulazione e possono ridurre la disponibilità di vitamina K
Sintomi della carenza di vitamina K2:
- Fragilità ossea e aumento del rischio di fratture, dovuti a un deposito insufficiente di calcio nelle ossa
- Problemi cardiovascolari, come calcificazioni dei vasi sanguigni, che possono favorire l’arteriosclerosi
- In casi più rari e gravi, alterazioni nella coagulazione del sangue, con facilità a sviluppare lividi o sanguinamenti
Conseguenze a lungo termine:
Una carenza persistente di vitamina K2 può portare a ridotta densità ossea, aumento del rischio di osteoporosi, progressione di calcificazioni vascolari e possibili complicazioni cardiovascolari. Questi effetti evidenziano l’importanza di un apporto adeguato di K2 attraverso dieta o integrazione mirata, soprattutto nelle fasce di popolazione più a rischio.
Per prevenire carenze, è consigliabile includere nella dieta quotidiana alimenti ricchi di K2 e valutare un’integrazione sicura e di qualità.
Le conseguenze di un eccesso di vitamina K2
La vitamina K2 è considerata generalmente sicura e ben tollerata dall’organismo. Non sono stati riportati casi significativi di tossicità da K2 negli adulti sani a seguito di un’assunzione alimentare o di integratori standard.
La vitamina K2 ha un basso rischio di tossicità; a differenza di altre vitamine liposolubili come la vitamina A o D, la K2 non tende ad accumularsi in maniera pericolosa nei tessuti a dosi normali.
Sebbene l’eccesso di K2 sia raro, è sempre consigliabile rispettare le indicazioni di dosaggio degli integratori e, in presenza di terapie anticoagulanti consultare un medico prima di assumerla.
Vitamina D3 e K2: qual è il legame tra loro
La vitamina D3 e la vitamina K2 svolgono ruoli complementari nel metabolismo del calcio e nel mantenimento della salute di ossa e sistema cardiovascolare. La vitamina D3 favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale, aumentando la disponibilità di questo minerale nell’organismo. Tuttavia, senza la presenza della vitamina K2, il calcio potrebbe non essere correttamente indirizzato verso ossa e denti, accumulandosi invece nei tessuti molli o nelle pareti dei vasi sanguigni.
La K2, attivando proteine come l’osteocalcina e la matrice GLA-protein (MGP), guida il calcio verso i tessuti dove è necessario e ne previene l’accumulo in sedi indesiderate, riducendo il rischio di calcificazioni vascolari. Per questo motivo, l’associazione di vitamina D3 e K2 è spesso consigliata sia a livello nutrizionale che nell’integrazione mirata, per massimizzare i benefici sul metabolismo.
Integrare vitamina D3 insieme alla K2, come nei prodotti sviluppati da Metagenics, permette di ottimizzare l’assorbimento del calcio e di supportare in maniera sicura ossa, denti e sistema cardiovascolare.
FAQ:
C’è un legame tra vitamina K2 e colesterolo?
La vitamina K2 non abbassa direttamente il colesterolo, ma ha un’azione benefica sulla regolazione del deposito di calcio nei vasi sanguigni, un processo spesso associato al rischio cardiovascolare legato a colesterolo alto.
La vitamina K2 fa ingrassare?
No, la vitamina K2 non provoca aumento di peso. Si tratta di un micronutriente necessario per il metabolismo del calcio e per la salute di ossa e cuore, senza effetti diretti sul peso corporeo.
La vitamina k2 comporta controindicazioni per la tiroide?
No, la vitamina K2 non interferisce con la funzione tiroidea. In ogni caso, in presenza di patologie o terapie farmacologiche specifiche, è sempre consigliato il supporto del proprio medico